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Gli Insediamenti Rupestri

Crispiano
E' un piccolo centro sito sulle due sponde del Vallone "Lizzitello", tra boschi profumati di resina. Tanti i prodotti della terra e tutti di qualitá , dall'olio al formaggio, dalla coltivazione dei pomodori al vino; diversi i luoghi di interesse culturale tra cui le numerose masserie, alcune delle quali fortificate, tanto da regalare a Crispiano l'appellativo di "Cittá  delle 100 masserie". Tra queste, la Masseria Lupoli con al suo interno un interessante Museo della Civiltá  Contadina.
Il primo insediamento nel territorio risale al quarto secolo avanti Cristo, ma ben poche tracce rimangono di quel periodo come delle successive invasioni barbariche. Le grotte del vallone, abitate nel Medioevo dai Monaci Basiliani, diverranno nell'XVIII secolo le nuove abitazioni di molti braccianti accorsi dalle vicine comunitá  ponendo le basi della Crispiano moderna.
Da non perdere nel centro storico, la Chiesa Vecchia di Santa Maria, la Chiesa della Madonna del Carmelo in San Simone, costruita nel 1649, e la Biblioteca Civica, che ospita un importante Centro Studi Montaliano.
Legando il turismo estivo e la tradizione enogastronomica locale, con il divertimento e la goliardia carnevalesca, si é istituito il "Carnevale estivo del Fegatino", manifestazione enogastronomica che si tiene nella seconda decade di Luglio: esso prevede sfilate di carri allegorici e gruppi mascherati abbinate a sagre dei prodotti tipici.
Da non perdere nel periodo di Natale il presepe a sagome fisse, con 120 personaggi a grandezza naturale dislocati nelle grotte del Vallone nel cuore del paese. Sempre nelle grotte, di grande impatto le rappresentazioni viventi: il 26 dicembre una rievocazione in costume della vita in grotta nel XIX secolo accompagna degustazioni di prodotti legati all'agricoltura e alla pastorizia; ed ancora, la calata dei magi il 6 ed il 7 gennaio, con 150 figuranti in costume d'epoca.
Da non perdere per il suo particolare valore artistico é la Cripta di Santa Maria di Crispiano mentre, tra le grotte carsiche di cui é ricco il sottosuolo, va ricordata la Grotta Stinge, detta anche "Grotta delle Perle" per i colori tenui e le forme tondeggianti delle sue incrostazioni
Laterza
Tra le gravine distribuite a ventaglio intorno al golfo di Taranto, quella di Laterza é la piú spettacolare. E uno dei piú grandi canyon d'Europa e si estende per 12 km di lunghezza, raggiungendo in alcuni punti i 500 metri di larghezza. Tra muraglioni di roccia consumati dall'erosione e lisce pareti di calcare biancastro é possibile ammirare le bellezze della fauna e della flora nonché i segni antropici di civiltá  passate che scelsero queste grotte come abitazioni.
Laterza ha origini storiche antichissime; lavori di scavo effettuati negli anni '60 hanno fatto emergere ritrovamenti risalenti al 2000 a.C. nella localitá  di Candile. Dal Medioevo la cittá  sviluppa la produzione della famosa maiolica bianca e lucida. Le forme, le decorazioni e i colori utilizzati dai ceramisti laertini sono particolari e unici in tutta la produzione ceramica nazionale. Nei dintorni di Laterza é possibile apprezzare, tra le numerose chiese rupestri, la Cantina Spagnola, unica grotta con decorazioni affrescate e altorilievi. Presso l'Istituto Statale d'Arte di Laterza si puó visitare il Museo civico della Ceramica, dove sono conservati, tra gli altri pezzi di pregio, gli albarelli, i tipici vasi da farmacia.
Massafra
è solcata da una serie di gravine e di lame di origine carsica. La gravina di San Marco divide il paese in due parti collegate da ponti che affacciano su un incantevole scenario. Massafra racchiude cosî nel suo territorio uno dei piú vasti complessi rupestri, tanto da meritare il nome di "Tebaide d'Italia". Con il passare dei secoli nel suo territorio si sono alternati il culto pagano e quello cristiano determinando la nascita delle abitazioni in grotta e lo sviluppo della civiltá  rupestre.
Sullo spalto orientale della gravina di San Marco di notevole interesse la chiesa rupestre di Santa Marina e, sul versante occidentale, la chiesa della Madonna della Caldarola. Nel centro abitato é sita la chiesa grotta di Sant'Antonio Abate, mentre all'uscita di Massafra, sulla strada provinciale per Martina Franca, ha inizio la gravina della Madonna della Scala, dal nome del santuario, con le numerose unitá  abitative che completano il vastissimo ipogeo. Visitando il paese di Massafra meritano, inoltre, attenzione la chiesa barocca di Sant'Agostino, il seicentesco convento  barocco di San Benedetto.
Mottola
Mottola si trova su di una collina a 387 metri sopra il livello del mare, da cui é possibile dominare con lo sguardo il golfo di Taranto ed il verde delle montagne dell'alta Sila. Per questa caratteristica viene definita la "spia dello Ionio" o anche il "Balcone della Puglia meridionale". Attorno al colle, Mottola si sviluppa a gradinate che circolarmente tendono verso il centro del paese. La cittadina é tra i piú antichi insediamenti pugliesi, da sempre roccaforte contro gli invasori. Fu distrutta dai Normanni intorno al 1100 e da questi ricostruita; fu poi angioina e per due secoli della famiglia Caracciolo. Appena fuori porta si possono osservare i resti della civiltá  rupestre, come la gravina di Petruscio a sud-est dell'abitato. Mottola possiede boschi per circa 5800 ettari, ultimi lembi della grande foresta che fino alla fine dell'800 ricopriva gran parte della Puglia e della vicina Basilicata.
Un itinerario unico e affascinante si snoda nei villaggi negli immediati dintorni di Mottola, in gravine come Petruscio o in lame come Casalrotto, San Sabino, San Vito, Le Grotte. Lungo il percorso, nelle Chiese rupestri, si avverte il mistico passato, in special modo nelle cripte di San Nicola e di Santa Margherita. La prima, tanto suggestiva da meritare il titolo di Cappella Sistina della civiltá  rupestre, custodisce affreschi fra i piú preziosi della zona; in Santa Margherita, invece, va prestata attenzione alla particolare planimetria. Tra le tradizioni religiose di Mottola va ricordata la Settimana Santa, animata dalle cosiddette paranze, in cui confratelli a piedi nudi e incappucciati sfilano per la cittá , richiamando  gruppi di fedeli e di visitatori.
Palagianello
L'attuale centro del paese sorge a ridosso dell'omonima gravina, che rappresentó per secoli una difesa naturale, e sulle cui scarpate si é sviluppato in epoca medievale un complesso e articolato villaggio rupestre oggi visibilmente ancorato alla parte moderna del paese. L'insediamento si sviluppa principalmente sullo spalto est della gravina, immediatamente sotto al Castello, la cui edificazione fu iniziata nel XVI secolo ad opera dalla famiglia dei Domini Roberto. Alcuni sentieri e scalinate permettono di attraversare, almeno parzialmente, il villaggio rupestre, composto da numerose grotte scavate su piú piani.
Numerose le masserie presenti nel suo agro, a testimonianza di un lungo passato feudale.
Il centro storico, senza soluzione di continuitá  con la gravina e gli insediamenti rupestri, é caratterizzato dall'antico casale rinascimentale e dalle case a schiera, a cui si accede dalla Porta dell'orologio con annessi la chiesa di S. Pietro ed il Castello, risalenti al XVI secolo.
Da visitare inoltre: villaggio trogloditico, le chiese rupestri di S. Nicola, dei SS. Eremiti, di S. Andrea, di S. Gerolamo e di S. Lucia, il Santuario della Madonna delle Grazie.

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