Altamura
Diversi ritrovamenti fossili, tra i quali l'eccezionale
uomo di Altamura, testimoniano la presenza dell'uomo in questo territorio gi 400.000 anni prima di Cristo. Nel 500 a.C. furono edificate le
mura megalitiche che diedero il nome alla citt (Alte-Mura). Segu un lungo periodo di dominazioni, cui pose fine Federico II (1232) il qualediede nuovo impulso alla citt dotandola di una
Cattedrale e ripopolandola con genti arabe, greche ed ebree.
di quel periodo l'assettodella citt caratterizzato dai "claustri", piccole piazzette. Da visitare il
Santuario della Madonna del buon cammino: costituiva un rifugio per i viandanti sulla via che un tempo portava a Bari.
Di grande interesse anche il
Museo archeologico statale: al suo interno, sono custoditi molti dei reperti della grotta di Lamalungatra cui il famoso
uomo di Altamura, un fossile umano di circa 250.000 anni fa.
In una cava a quattro chilometri dal centro abitato sono state scoperte delle impronte di dinosauri vissuti in queste terre circa 70 milioni di anni fa. Immancabile una visita ai tradizionali forni a legna in cui viene prodotto il pane di Altamura famoso in tutto il mondo.
Bitonto
Il nome deriva probabilmente dal re illirico Bottone, fondatore della citt. La prima cinta muraria bitontina risale al V-IV secolo a.C., come riscontrato nelle fondazioni delle mura e delle torri normanne. Ad una fase di decadenza, in et bizantina, segu un periodo di rinascita nellXI secolo. Nel Quattrocento si alternarono al potere le famiglie Ventimiglia, Orsini, Acquaviva dAragona e Cordoba (eredi del Gran Capitano spagnolo che nel 1503 conquist il Mezzogiorno d'Italia). Il
25 Maggio 1734, sotto le mura di Bitonto, si svolse una memorabile
battaglia fra Austriaci e Spagnoli, conclusasi con la vittoria di Carlo III Borbone, che sanc la fine della dominazione austriaca nel Mezzogiorno e l'inizio di quella borbonica. Interessante la
cattedrale del XII-XIII secolo, dedicata alla Vergine e a S. Valentino, edificata su modello della basilica di
S. Nicola di Bari. Tra i palazzi gentilizi spiccano
Palazzo Sylos Sersale, con il suo portale barocco, Palazzo Regna, Palazzo Sylos Cal e Palazzo Sylos Labini, caratterizzato dal portale gotico catalano e da un cortile porticato.
Conversano
La cittadina, un tempo chiamata Norba, affonda le sue origini nell'et del ferro quando fu abitata da
Peuceti e
Japigi. Ricca di tracce archeologiche, la citt entr a far parte dell'Impero Romano, ne segu levoluzione e il declino fino alla caduta e alle conseguenti invasioni barbariche.
Rinata per mano dei
Normanni, con il nuovo nome di Cupersanum, divenne importante cittadina al centro della contea che si estende da
Brindisi, a
Lecce, a
Polignano. Nel 1422, dopo varie signorie, la contea pass agli
Orsini e, successivamente, per circa 4 secoli, agli
Aragonesi. Tra gli esponenti pi noti del casato, Girolamo II d'Aragona, noto come il
Guercio di Puglia, ricordato per aver regnato sulla contea per 40 anni, fino al 1645, imponendo vessazioni ed angherie di diversa natura, tra cui lo "jus primae nocti".
Nei possibili percorsi da realizzare alla scoperta dei tesori di Conversano, sicuramente un posto di rilievo lo occupa il Castello Marchione, casa di caccia extraurbana degli Acquaviva di Aragona. ono, inoltre, da visitare i "
Laghi": dieci depressioni carsiche ai piedi delle alture che circondano la citt e che, a causa delle piogge, si trasformano in piccoli laghi con una ricca fauna di rettili e anfibi. Assolutamente da visitare la
Cattedrale e il
Polo Museale.
Gioia del Colle
Il suo nome deriva da Joha, dal cognome
Joannakis, famiglia bizantina presente in questi luoghi in et medioevale. Molto interessante risultano la
chiesa di San Rocco, in cui conservata una statua del Santo realizzata da Stefano di Putignano, e la
chiesa madre. In Vico Fontana si consiglia la visita della
casa torre quattrocentesca. Proseguendo non si pu non ammirare l'ex convento di S. Francesco. A pochi chilometri dalla citt si trova il
parco archeologico di Monte Sannace, in cui probabilmente si trovava lantico centro di Turum, citato da Plinio. Da visitare anche il
Castello e il
Museo Archeologico Nazionale.
Gravina in Puglia
Sorge in un'area fortemente segnata dalla presenza di
puli e
gravine. Il suo territorio delimita il confine tra la Puglia e la Lucania. I numerosi ritrovamenti archeologici testimoniano che il territorio di Gravina era gi abitato nel Paleolitico antico. In seguito la citt stata colonizzata da greci e romani, come confermano i ritrovamenti di villaggi e tombe. Sotto
Alessandro il Molossoottenneil riconoscimento di polis. Nel 305 a.C. divenne municipio romano, titolo mantenuto fino alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente, quando pass sotto il controllo dei bizantini prima, e dei normanni poi. Umfrido d'Altavilla ordin la costruzione della
cattedrale nelle vicinanze del
castello. Nel corso del 1200 giunsero i
monaci, i templari e i cavalieri Gerosolimitani, cheottenenro estesi possedimenti nelle terre di Gravina.
Di rilievo turistico il
parco archeologico della collina Petramagna, abitata dai Peuceti e poi dai Romani. L'attivit di scavo ha riportato alla luce resti di mura, pavimentazioni e sepolture peucetiche, oltre ai reperti riconducibili alle presenze greca e romana.
Sicuramente meritevoli di attenzione sono il
Castello Svevo, fuori dal centro abitato e la
chiesa della Madonna delle Grazie. Altro sito di notevole interesse l'insediamento
rupestre delle Sette Camere recanti le testimonianze della presenza delle comunit rurali locali.
Ruvo Di Puglia
Ha
origine peuceta e ha raggiunto il suo massimo sviluppo tra il V e il III secolo a.C., come si pu evincere dalle
monete e
ceramiche che recano il suo nome. Durante l'et imperiale fu un importante municipio romano, distrutto nel V secolo dai Goti.
Ruvo fu ricostruita e fortificata dai Normanni che la inclusero nella contea di Conversano. A partire dall'epoca angioina si sono susseguiti vari feudatari, tra i quali i pi importanti, dal 1510 al 1806, i Carafa, duchi di
Andria.
Di notevole pregio ed interesse storico-artistico la
cattedrale romanica, nota per la singolare facciata con spioventi estremamente inclinati, che imprimono uno slancio all'edificio. Splendido il
rosone a dodici raggi, noto anche per l'enigmatica scultura "sedente" presente nella parte superiore. Secondo la tradizione, raffigura limperatore Federico II, che ha finanziato parzialmente la sua costruzione.
Interessante anche la
chiesa del Purgatorio che conserva un importante polittico raffigurante una Madonna con Bambino e Santi. Dalla navata sinistra si accede alla
cripta di S.Cleto, luogo dedicato al primo vescovo di Ruvo, divenuto poi il terzo Papa.
Degni di nota sono i famosi
vasi di Ruvo, in creta dipinta e di notevoli dimensioni, testimonianza delle civilt della Puglia pre-romana, presenti nel
Museo Nazionale Jatta in una prestigiosa collezione di oltre 2000 esemplari.
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