La Città di Barletta
Fondata in epoca pre-cristiana, la prima espansione di Barletta si ebbe nel VI secolo d.C., quando accolse gli abitanti di
Canosa sfuggiti alla distruzione della propria città da parte dei longobardi. Durante la dominazione normanna Barletta divenne una tappa importante per i Crociati e per i traffici commerciali con la Terra Santa. Il momento di maggior splendore della città , si ebbe sotto la dominazione Angioina. Ai primi del '500, durante la guerra tra spagnoli e francesi, risale l’episodio della "
Disfida di Barletta", per cui la cittadina è famosa nel mondo.
Sicuramente da visitare sono il museo civico e la pinacoteca, all'interno del
Castello Svevo, edificato per volere di Federico II su una preesistente rocca normanna. Meritano, inoltre, molta attenzione la grande statua bronzea del colosso
Eraclio e la vicina
Basilica del S. Sepolcro, risalente al XII secolo e caratterizzata da interessanti influssi orientali.
Di notevole valore storico sono il
Palazzo della Marra, bellissima struttura cinquecentesca e, a pochi chilometri dalla città , il sito archeologico di
Canne della Battaglia, luogo dello scontro tra l’esercito romano e le truppe di Annibale nel 216 a.C. Tra le manifestazioni è imperdibile la rievocazione storica della "
Disfida di Barletta" del 13 febbraio 1503, in cui 13 cavalieri italiani guidati da Ettore Fieramosca sfidarono a duello 13 cavalieri Francesi guidati da Guy de La Motte.
Canne della Battaglia
Sito famoso per la vittoria di Annibale sui Romani nel 216 a.C. L'annesso museo custodisce reperti archeologici (monili, ceramiche, ornamenti in bronzo e ambra, corredi tombali) degli insediamenti umani risalenti al periodo tra l'età eneolitica e il medioevo. Comprende le sezioni preistorica, classica, apulo-greca e medievale.
Museo Pinacoteca De Nittis
La collezione "De Nittis" è stata donata dalla moglie, Leontìne, nel 1912 alla città di Barletta. La raccolta pittorica è divisa secondo una scansione tematica. Nella prima sezione, quella riguardante il legame con la terra d’origine e con la cultura napoletana, sono raccolte l'esperienza della
Scuola di Resina, gli
studi en plein air, i
paesaggi innevati. Nella seconda, le opere di influenza della cultura giapponese.
Il Castello
Fu eretto dai Normanni nella seconda metà del XII secolo e incluso dall'imperatore Federico II di Svevia nel 1240 tra i castelli del Giustizierato della Terra di Bari (link a la città di Bari).
Gli
Angioini trasformarono il castello in fortezza e successivamente gli
Aragonesi, con l'imperatore Carlo V, rafforzarono ulteriormente il ruolo di difesa della fortificazione.
Il castello, oltre ad essere la sede di eventi e manifestazioni,
ospita un museo con un'interessante
sezione archeologica.
Tra le figure storiche che hanno caratterizzato la vita del castello un ruolo di primo piano è da attribuire a
Carlo I d'Angiò (1226-1285), che diede l'incarico al famoso architetto francese
Pierre d'Angicourt di modificare la costruzione, e soprattutto a
Carlo V nel '500, al quale si deve sia la definitiva forma quadrangolare del castello che la realizzazione del portale con lo stemma del re.
La sala da cui si può manovrare la saracinesca di accesso, collocata sul lato orientale dell'edificio, viene definita la "
Sala del Trono". È qui che la tradizione vuole risiedesse l'imperatore Federico contemplativo e assorto, solo o a colloquio con dotti ed esperti della sua corte.
La Cattedrale
La Cattedrale fu edificata su una basilica paleocristiana del VI secolo e su un edificio altomedievale dell'XI secolo, entrambi presenti sul sito di un ipogeo preromano. La consacrazione dell’edificio romanico è del 1267. Nella facciata spicca un finestrone gotico ridondante di decorazioni vegetali, in posizione inferiore rispetto al rosone sempre gotico. Al suo interno, le navate sono divise da file di colonne lisce con capitelli di diversa forma, stile e dimensione, probabilmente provenienti da chiese paleocristiane. All’edificio romanico terminante con tre absidi fu aggiunta la parte gotica. Il coro gotico con cui termina l'edificio è costituito da un grande abside poligonale a cinque lati, con il deambulatorio in cui si aprono le cappelle.
Le sculture ricollocate all'ingresso della sagrestia, risalenti all'originaria decorazione romanica del portale principale, sono interessanti in quanto uno dei primi esempi di rappresentazione figurata di alto livello nella Puglia del XII secolo. Vi è probabilmente rappresentata L'ultima cena.
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